News

Diabete, occhio alla dieta. Ecco cosa mangiare e cosa evitare

Diabete, occhio alla dieta. Ecco cosa mangiare e cosa evitare

20 Agosto 2019

Quando si sente parlare di diabete si pensa ad una malattia debilitante con la quale è difficile convivere. Non è cosi. Seguendo un'alimentazione corretta ed equilibrata e i consigli medici è assolutamente gestibile.

Cos'è il diabete?

Questa malattia cronica è causata da un aumento della glicemia ovvero i livelli di zucchero nel sangue. Solitamente dipende dalla poca produzione o dalla mal gestione di insulina, che ha il compito di trasformare il cibo ingerito in energia. Quando i livelli di glucosio nel corpo non vengono tenuti a bada, le conseguenze del diabete possono diventare croniche, danneggiando cuore, arterie, reni, occhi e il sistema nervoso periferico.

Prevenzione, amica della salute

Le buone abitudini quotidiane, l'attività fisica regolare e soprattutto una sana alimentazione, sono gli alleati numero uno contro questa patologia. Ѐ bene sapere che esistono veri e propri cibi per diabetici – come verdure crude e pesce – e tabelle che ne indicano i livelli glicemici.

In una dieta corretta per prevenire i sintomi del diabete, è importante in linea generale:

  • ridurre l'assunzione di carboidrati;
  • prediligere ortaggi crudi e legumi;
  • non mangiare cibi ricchi di zuccheri;
  • preferire fibre e alimenti antiossidanti.

Da evitare assolutamente è l'assunzione di alcool, che svolge un'azione negativa sul controllo dei livelli di insulina. In più, è meglio optare pasti più frequenti e a dosi ridotte piuttosto che pranzi o cene molto ricche.

Per essere certi dell'indice glicemico contenuto negli alimenti e della dieta più corretta da seguire, potete rivolgervi al personale specializzato in farmacia che saprà indicarvi i giusti passi da fare.

Psoriasi da pannolino: come riconoscerla e curarla

Psoriasi da pannolino: come riconoscerla e curarla

17 Agosto 2019

La psoriasi da pannolino è un problema molto fastidioso per i nostri piccoli bambini che in genere si manifesta nei primi due anni di vita.

Visibile nell’area genitale, dei glutei e nelle pieghe cutanee, la psoriasi da pannolino è fa parte della famiglia delle dermatiti della pelle e per questo non può essere trascurata.

Per curarla in tempi rapidi è importantissimo saperla riconoscere già nelle sue prime fasi.
Ecco come.

Psoriasi da pannolino: come riconoscerla

La psoriasi da pannolino si presenta sul corpo del bimbo a causa dello sfregamento ripetuto della cute della zona inguinale con il pannolino.

L’ambiente particolarmente umido creato tra le pieghe genitali e dei glutei rappresenta un terreno fertile per la psoriasi da pannolino che si manifesta con chiazze di colorito rosso intenso, dall’aspetto lucido e dai bordi netti.

Per riconoscerla e anticipare la sua proliferazione, è consigliabile controllare regolarmente, ad ogni cambio di pannolino, che sulle zone interessate non vi siano chiazze rosse e intense.

Psoriasi da pannolino: come curarla

Per curare la psoriasi da pannolino è possibile ricorre all’utilizzo di creme, unguenti e gel emollienti e anti-infiammatori, in grado di ridurre le lesioni e contrastare la dermatosi.

Anche i corticosteroidi sono efficaci per alleviare il prurito e l’arrossamento in tempi brevi, facendo regredire la patologia della cute rapidamente. Applicabili nelle diverse aree corporee in cui si manifesta la psoriasi da pannolino, i corticosteroidi sono acquistabili anch’essi sotto forma di unguento, lozione, crema e schiuma.

Per trovare la cura migliore per trattare efficacemente la psoriasi da pannolino, chiedete sempre consiglio al medico curante o al vostro farmacista di fiducia.
Sistema immunitario dei più piccoli: ecco come rinforzare le loro difese

Sistema immunitario dei più piccoli: ecco come rinforzare le loro difese

15 Agosto 2019

La salute è importantissima e se si parla di bambini lo è ancora di più.

Un sistema immunitario forte è indispensabile per avere un organismo sano. Per questo, soprattutto in fase di crescita, è fondamentale prendersene cura.

Alimentazione fa rima con salute

L'alleato numero uno delle difese immunitarie è l'alimentazione che deve essere varia ed equilibrata. I malanni più comuni tra i bambini, infatti, come raffreddore, febbre e mal di gola, possono essere prevenuti seguendo un corretto regime alimentare e integrando nella dieta il giusto apporto di vitamine e, quando necessario, di probiotici.

Frutta e verdura devono sempre essere presenti, perché ricchi di questi elementi. In particolare, la Vitamina C, è in grado di potenziare il sistema immunitario e la vitamina D, previene le infezioni.
Giocare all'aria aperta li aiuterà a farne il pieno, grazie ai raggi solari che aiutano lo sviluppo di vitamina D nel corpo sin dalla tenera età.

Aiutiamo il sistema immunitario

I più piccoli non stanno mai fermi e spesso, con l'aumento della sudorazione nel periodo estivo o durante l'attività fisica, i livelli di vitamine diminuiscono. In questi casi è bene intervenire con degli integratori in modo da garantire il giusto apporto di queste preziosissime sostanze.

In fase di crescita, poi, si è più vulnerabili agli attacchi di virus e batteri. L'utilizzo di fermenti lattici vivi ad azione probiotica è quindi fondamentale per ripristinare il corretto equilibrio intestinale e per supportare la crescita delle difese immunitarie.

In ogni caso, per scegliere i prodotti migliori per la cura dei bambini, chiedete sempre consiglio al personale medico specializzato che saprà indicarvi i giusti passi da fare e l' alimentazione più adatta per ogni stagione.

Bite per i denti: a cosa serve?

Bite per i denti: a cosa serve?

13 Agosto 2019

Lo avete sicuramente visti in farmacia: il bite per i denti, trasparente e preformato, è una speciale mascherina che si automodella sulla forma dell’arcata dentale. Di cosa si tratta? Di un accessorio alleato della salute, disponibile ad un costo contenuto, che spesso si utilizza per trattamenti di breve durata finalizzati a risolvere i problemi dell’apparato masticatorio.

Ma, di preciso, a cosa serve il bite?

Ecco i 3 utilizzi più diffusi di questo dispositivo medico.

  1. Il bite cura la malocclusione: quando i denti dell’arcata superiore coincidono male con quelli inferiori, la mascella non è allineata alla mandibola. Colpa di abitudini sbagliate, come l’utilizzo prolungato del ciuccio da bambini, o di una conformazione genetica. La conseguenza? La malocclusione può dare vita a scompensi della postura anche gravi e cronici.
  2. Il bite previene il mal di schiena posturale: spesso, il gesto di digrignare i denti può provocare nel tempo mal di schiena e mal di testa. Colpa della malocclusione dell’apparato masticatorio che infiamma l’articolazione temporo-mandibolare e scarica il dolore sulla schiena.
  3. Il bite limita il bruxismo: il gesto involontario di serrare e digrignare i denti, di giorno e di notte, può deteriorare i denti e infiammare le articolazioni. Utilizzando il bite, invece, l’arcata superiore viene placcata, così da favorire il rilassamento dei muscoli mandibolari e dell’intera bocca.

Prima di acquistare un bite, però, assicuratevi di avere il consenso di un medico o di uno specialista: solo con una diagnosi corretta del vostro problema potrete risolverlo in tutta sicurezza.

Benessere intestinale: cosa cambia tra probiotici e prebiotici

Benessere intestinale: cosa cambia tra probiotici e prebiotici

10 Agosto 2019

Negli ultimi anni è stato scoperto quanto il benessere generale del nostro organismo sia collegato alla salute della flora batterica presente nell’intestino.

Questa, infatti, è composta da miliardi di microorganismi tra cui batteri, miceti e virus, che collaborano tra loro per garantire il corretto funzionamento dell’apparato gastrointestinale.

La sua carica batterica, scendendo dallo stomaco all’intestino, aumenta progressivamente, rappresentando un’indispensabile barriera protettiva a difesa del nostro corpo.

Agenti esterni come malattie, stress, cure antibiotiche, alimentazione scorretta o fattori ambientali, possono alterarne l’equilibrio e, quindi, il corretto funzionamento dell’intero organismo. Per questo è fondamentale prendersene cura, assimilando due elementi fondamentali per la nostra salute, i probiotici e i prebiotici. Ma vediamo insieme di cosa si tratta.

Un’unione di benessere

Il termine probiotici deriva dal greco "pro-bios", a favore della vita. Questi elementi sono “organismi vivi“ che, nelle giuste quantità, apportano beneficio alla nostra salute. Sono di fatto batteri “buoni”, non patogeni, la cui funzione è quella di rafforzare le difese immunitarie, sollecitare la permeabilità intestinale, arricchire la flora intestinale e gestire la fermentazione dei residui alimentari. Si trovano negli alimenti fermentati come lo yogurt, il kefir, i crauti, il miso, il tempeh e la pasta madre.

I prebiotici, invece, sono sostanze non digeribili presenti in alcuni alimenti. Queste non vengono assorbite ma vengono utilizzate direttamente dalla flora intestinale per favorire e alimentare la crescita di batteri buoni.

Si trovano soprattutto in cibi come le cipolle, l’aglio, gli asparagi, i carciofi, il frumento, la soia, le banane, la cicoria, l’indivia e i porri.

Sia i probiotici che i prebiotici possono essere assunti anche tramite integratori e preparati acquistabili in farmacia, sempre sotto indicazione del vostro medico di fiducia.

Vitamina D, ecco perché non possiamo farne a meno

Vitamina D, ecco perché non possiamo farne a meno

08 Agosto 2019

La vitamina D è tra gli elementi più importanti per la salute del nostro corpo: dalle ossa al sistema immunitario, fino alle funzioni vitali del nostro organismo, la vitamina D agisce su numerosi organi e tessuti.

Sono molteplici gli studi che hanno verificato l’importanza della vitamina D nella prevenzione di patologie come tumori e disturbi del sistema nervoso, ma anche nell’azione curativa di infezioni e virus.

Per assicurarci il corretto fabbisogno giornaliero di vitamina D è importante curare al meglio l’alimentazione e non sottovalutare la regolare esposizione alla luce del sole. I cibi che garantiscono un discreto apporto di vitamina D sono diversi: come il pesce, il latte e le uova. Inoltre, stare all’aria aperta per almeno 30 minuti consente alla nostra pelle – grazie all’azione dei raggi solari – di sintetizzare la questa vitamina.

Spesso però la sola alimentazione e l’esposizione solare non sono sufficienti a garantire il livello di vitamina D di cui abbiamo bisogno.

Per questa ragione è bene fare uso di integratori ricchi di vitamina D.

In questo modo è possibile godere dei grandi vantaggi dati dall’assunzione regolare di questa vitamina: l’azione della vitamina D, ad esempio, è essenziale per garantire la buona salute delle ossa – essendo responsabile della gestione del metabolismo del calcio nel corpo – per proteggere il cuore e per aiutare il sistema nervoso nel suo regolare funzionamento.

La vitamina D, inoltre, è utilissima per rafforzare le difese immunitarie, il sistema muscolare e la mineralizzazione dei denti, il che la rende indispensabile anche per garantire un corretto e regolare sviluppo nei bambini.

Ipoacusia, cos´è e come si cura

Ipoacusia, cos´è e come si cura

06 Agosto 2019

Anche se si pensa che sia legata all'età, la perdita dell'udito può colpire chiunque. Le cause che determinano questo disturbo, infatti, possono essere molteplici e di varia natura.

La diminuzione della percezione uditiva dei suoni, conosciuta come ipoacusia, generalmente si manifesta con:

  • abbassamento dell'udito;
  • percezione sonora ovattata;
  • sordità improvvisa;
  • allucinazioni uditive.

Se sottovalutata può portare alla sordità: per questo, diagnosi e cure tempestive sono fondamentali.

Quali sono le cause?

L'ipoacusia può nascere per diverse motivazioni. La più comune è senza dubbio l'avanzamento dell'età. Superati i 65 anni, infatti, una persona su tre soffre di questo disturbo. Ma non solo.

La perdita dell'udito può presentarsi anche in seguito a:

  • danni alla parte interna dell'orecchio o del nervo uditivo;
  • impedimenti fisici che ostacolano la percezione delle onde sonore (accumulo di cerume o fluidi);
  • patologie concomitanti, tra cui pressione alta e diabete;
  • traumi,
  • malattie infettive, come otiti;
  • esposizione prolungata a suoni e rumori forti;
  • cause ereditarie.

Come si cura?

Una volta diagnosticata, a seconda della natura della sintomatologia, è possibile intervenire in vari modi.

In genere, acquistare un apparecchio acustico rappresenta la soluzione migliore per risolvere questo disturbo. Se però l'ipoacusia si è manifestata in seguito ad un'infezione, è possibile trattarla con degli antibiotici. Quando la causa è la perforazione della membrana timpanica, inoltre, può essere curata con un intervento chirurgico mentre, se dovuta all'otturazione dei condotti uditivi, basterà riaprirli o pulirli recandosi in un ambulatorio.

L'importante è non dimenticarsi mai di fare affidamento al proprio farmacista di fiducia e al personale specializzato che sapranno indicarvi la cura migliore a seconda della natura della patologia.

Come combattere le macchie sul viso in gravidanza

Come combattere le macchie sul viso in gravidanza

03 Agosto 2019

Aspettate un bambino e sul viso stanno comparendo macchie scure in modo sempre più diffuso ed evidente? Significa che soffrite di cloasma gravidico, l’iper-pigmentazione cutanea che può presentarsi durante la gestazione, già nei primi mesi.

Una patologia fastidiosa e antiestetica che ha come causa principale l’aumento della produzione della melanina in gravidanza. Non solo: anche lo stress può influire negativamente sull’attività ormonale. Alternando i livelli di estrogeni, lo stress, insieme all’azione della melanina, favorisce la comparsa di macchie sull’epidermide.

Un problema molto diffuso, quello delle macchie cutanee, che aggredisce soprattutto il viso delle donne in dolce attesa: se il cloasma gravidico colpisce nel 95% delle gravidanze, la zona dell’ovale viene coinvolta almeno nel 50% dei casi. Insomma, una donna gravida su 2 durante è esposta alla formazione su fronte e guance di macchie scure di forma irregolare.

Come proteggere la salute del viso durante la gravidanza e dire addio al cloasma gravidico? Partendo dallo stile di vita: preferite alimenti ricchi di betacarotene e vitamine, state lontane dal sole, soprattutto nelle ore più calde e, non da ultimo, bevete molta acqua durante il giorno.

Quindi, non dimenticate di prendervi cura ogni giorno del vostro viso: in farmacia sono disponibili trattamenti cosmetici in grado di regolare il processo di melanogenesi, uniformando il colore della pelle del viso.

I polifenoli di mirtillo, il bisabololo, l’arbutina e la Vitamina A sono alcuni degli ingredienti più efficaci per combattere le macchie del viso in gravidanza e tornare a sorridere.

Chiedete consiglio al vostro farmacista: saprà indicarvi la cura migliore per dire definitivamente addio al cloasma gravidico.

Fai il pieno di vitamina B5 a tavola

Fai il pieno di vitamina B5 a tavola

01 Agosto 2019

Parlando di vitamine non si può non ricordare quanto siano indispensabili per la salute. Oltre a quelle più conosciute come la vitamina C, ce ne sono altre meno note ma altrettanto importanti per il benessere del corpo. Una fra queste è la vitamina B5, anche detta acido pantotenico, che viene scomposta e assorbita dal nostro corpo durante la digestione.

Sotto forma di coenzima A, svolge un ruolo fondamentale in moltissime funzioni, come ad esempio nel metabolismo energetico, in quello dei grassi, dei carboidrati e delle proteine. Ma non solo.

Il suo contributo è molto più ampio: la vitamina B5, infatti, agisce in modo determinante nella formazione dei tessuti connettivi, delle mucose e delle unghie. Proprio per questa ragione è largamente impiegata nella formulazione di creme e pomate cicatrizzanti utili in caso di lesioni cutanee.

Una vitamina a portata di mano

Un vero concentrato di benessere che, fortunatamente per noi, non è difficile da reperire.

Il nome acido pantotenico arriva dal greco, pantothen, che significa ovunque. Questa vitamina, infatti, è presente in quasi tutti gli alimenti, in particolare nel fegato, uova e cereali integrali ma anche nei legumi come i ceci o nelle nocciole. Per questo, seguendo una normale alimentazione, è pressoché impossibile trovarsi in stato di carenza.

Gli unici episodi di mancanza di vitamina B5 sono stati evidenziati durante alcuni test su alcuni animali o individui molto denutriti. I sintomi riscontrati sono stati stanchezza, mal di testa e disturbi alla vista.

In questi rari casi è possibile sopperire alla mancanza di vitamina B5 rivolgendosi al proprio medico o farmacista di fiducia che vi sapranno indicare una dieta equilibrata e i migliori integratori da prendere.

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
I cookie sono piccoli file di testo che possono essere utilizzati dai siti web per rendere più efficiente l'esperienza per l'utente.

La legge afferma che possiamo memorizzare i cookie sul tuo dispositivo se sono strettamente necessari per il funzionamento di questo sito. Per tutti gli altri tipi di cookie ci serve il tuo permesso.

Questo sito utilizza diversi tipi di cookie. Alcuni cookie sono posti da servizi di terzi che compaiono sulle nostre pagine.

I cookie necessari aiutano a contribuire a rendere fruibile un sito web abilitando le funzioni di base come la navigazione della pagina e l'accesso alle aree protette del sito. Il sito web non può funzionare correttamente senza questi cookie.
I cookie per le preferenze consentono a un sito web di ricordare le informazioni che influenzano il modo in cui il sito si comporta o si presenta, come la lingua preferita o la regione che ti trovi
I cookie statistici aiutano i proprietari del sito web a capire come i visitatori interagiscono con i siti raccogliendo e trasmettendo informazioni in forma anonima.
I cookie per il marketing vengono utilizzati per monitorare i visitatori nei siti web. L'intento è quello di visualizzare annunci pertinenti e coinvolgenti per il singolo utente e quindi quelli di maggior valore per gli editori e gli inserzionisti terzi.
I cookie non classificati sono i cookie che sono in fase di classificazione, insieme ai fornitori di cookie individuali.