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Correttori in crema: come scegliere il colore giusto

Correttori in crema: come scegliere il colore giusto

23 Gennaio 2020

Vita frenetica, smog, cattiva alimentazione, sono tante le ragioni che possono spegnere il colorito della nostra pelle e causare imperfezioni o piccoli inestetismi. Per fortuna abbiamo dalla nostra parte dei grandi alleati, i correttori in crema. Capaci di migliorare l'aspetto del nostro incarnato, mimetizzano rossori, occhiaie e segni causati dal tempo, donando al nostro viso un colorito sano e luminoso.

Ma come si usano e come scegliere quello più adatto per una resa perfetta?

I correttori in crema si applicano generalmente prima del fondotinta con l'aiuto di un piccolo pennello piatto, di una spugnetta a goccia o con le dita. Si dividono in quattro tipologie di colore: giallo, viola, arancione e verde.

I correttori gialli sono in grado di annullare le imperfezioni grazie alla sovrapposizione di colore. Sono ottimi per coprire occhiaie violacee, borse sotto gli occhi o capillari visibili.

Diverso è il caso in cui gli inestetismi da nascondere siano di colore tendente al blu come le cicatrici scure o le macchie della pelle causate da una scorretta esposizione al sole. In questo caso la nuance ideale è quella dei correttori arancioni.

Per ridurre qualsiasi tipo di rossore della pelle, cicatrici da acne, eritemi o alterazioni della cute i correttori verdi sono l'alleato numero uno perché uniformano il colorito creando un effetto naturale e delicato.

Infine, per ravvivare il vostro incarnato e donargli un aspetto luminoso dovete scegliere i correttori viola capaci anche di attenuare il colorito grigiastro delle pelli danneggiate dal fumo o quello tendente al giallo delle carnagioni olivastre.

Chiedete consiglio al vostro farmacista di fiducia e non dimenticatevi che la pelle è l'indicatore del nostro benessere. Una corretta alimentazione e uno stile di vita sano vi aiuteranno ad avere una carnagione perfetta!
Follicolite della barba: come trattarla?

Follicolite della barba: come trattarla?

21 Gennaio 2020

La rasatura quotidiana è una buona abitudine protagonista della beauty routine di tanti uomini.

Un gesto di bellezza e di benessere, ideale per sentirsi sempre in ordine.

L’azione della lama sul viso, tuttavia, può irritare l’epidermide più sensibile e scatenare disturbi dermatologici, come la follicolite della barba.

Cos’è la follicolite della barba?

Quando i bulbi piliferi maschili presenti sul viso, sul collo e sotto il mento si infiammano e s’infettano, si parla di follicolite della barba.

I sintomi? Un diffuso arrossamento, un intenso prurito e la nascita di piccole pustole o foruncoli, anche dolorosi.

Un disturbo che può anche diventare ricorrente, dando vita a recidive frequenti ogni volta che si procede alla rasatura.

Come prevenire la follicolite della barba?

Come prima cosa, è importante preparare la pelle del viso al passaggio della lama: prima della rasatura mattutina, bagnate il viso con acqua calda – per aprire i pori – e ammorbidite l’epidermide con una crema cosmeceutica formulata per idratare e rendere elastici i tessuti.

Inoltre, scegliete le lamette monouso: la follicolite è spesso scatenata da un’infezione da Staphylococco aureus e la sua diffusione può essere contenuta utilizzando sempre strumenti puliti.

Come curare la follicolite della barba?

Se la follicolite è già spuntata o se siete soggetti a recidive, valutate insieme al medico l’utilizzo di creme antibiotiche, a base di mupirocina o acido fusico.

Ricordate, infine, di lavare il viso con detergenti antisettici e disinfettanti, per eliminare ogni residuo batterico dalla pelle del viso e limitare contagi e ricadute.

Combatti il raffreddore con lo zinco

Combatti il raffreddore con lo zinco

18 Gennaio 2020

Sul raffreddore si sa quasi tutto. Congestione nasale, fatica a respirare, naso che cola. Sono tutti sintomi collegabili a questa comune infiammazione della mucosa nasale e della faringe. Pochi però sanno che, pur essendo circa 200 i virus che lo scatenano, il maggior responsabile di questa patologia è il rinovirus.

Da una ricerca iniziata nel 1984, si è scoperto come, lo zinco, possa essere un possibile alleato del corpo contro questo agente patogeno.

Lo zinco: un minerale dalle mille sorprese

Prima di tutto è bene ricordare che questo minerale è indispensabile per il nostro organismo e per la salute. Oltre a strutturare le proteine, è necessario al funzionamento enzimatico e, in più, ha un effetto antivirale proprio nei confronti del rinovirus.

Secondo lo studio condotto per verificare l'azione di questo minerale contro il raffreddore, si è notato che questo contribuisce a:

- sopprimere l'infiammazione nasale;

- inibire il legame tra il rinovirus e il recettore;

- evitare il moltiplicarsi dell'agente nella mucosa nasale.

Nel corso degli anni di ricerca si è visto come la somministrazione di zinco abbia agito nella riduzione della durata, solitamente sette giorni, e della forza dei sintomi. Tutto ciò a prescindere da età, sesso, razza, tendenza allergica o abitudine al fumo.

Solitamente viene assunto con gli alimenti o tramite specifici integratori. In caso di raffreddore, poi, può essere preso in pastiglie da succhiare e sciogliere direttamente in bocca.

Sia per gli integratori che per le compresse potete rivolgervi alla vostra farmacia di fiducia. Il personale specializzato è in grado di darvi tutte le informazioni necessarie per combattere il vostro raffreddore indicandovi il prodotto migliore da utilizzare.
I farmaci che non possono mai mancare in casa

I farmaci che non possono mai mancare in casa

16 Gennaio 2020

Febbre improvvisa, mal di testa, dolori muscolari, una scottatura mentre si cucina o una contusione per una caduta. Quante volte ci è capitato di sentirci poco bene o di farci male, magari durante il weekend, senza avere la possibilità di consultare il nostro medico o il nostro farmacista di fiducia!

Una farmacia dietro l'angolo

Sono molti i casi in cui ci servirebbe avere uno specialista come vicino di casa ma non avendo questa possibilità è importante tenere in casa una piccola farmacia munita di tutti i medicinali di prima necessità. Stiamo parlando di tutti quei prodotti da banco per cui non serve interpellare il medico ma che, con un po’ di buonsenso, possono risolvere piccoli problemi fisici che a volte compaiono senza preavviso.

Ecco allora una lista dei principali farmaci da tenere sempre nel vostro armadietto domestico dedicato alle medicine:

  • antifebbrili e antidolorifici, per combattere in modo efficace attacchi di febbre e dolori di varia natura;
  • antiacido, da usare in caso di bruciori di stomaco;
  • lassativi o antidiarrotici, per la regolazione dell'attività intestinale;
  • antistaminico, che aiuta a ridurre i sintomi causati da reazioni allergiche;
  • una crema a base di ossido di zinco per alleviare le infiammazioni cutanee;
  • una pomata antidolorifica, per lenire i dolori muscolari o quelli causati da contusioni;
  • disinfettante, garze e cerotti, per medicare le ferite superficiali;
  • termometro, per la misurazione delle temperatura.

L'importanza di conservare bene

Quando si parla di medicinali è necessario prestare attenzione alla data di scadenza ed evitare di tenere in casa prodotti ormai scaduti. Ma non solo.

Per conservarli in modo corretto occorre riporli lontano dalla luce, in un ambiente fresco e asciutto, al riparo dall’umidità e dal calore eccessivo e, possibilmente, lontano dalla portata dei bambini.

Non mischiate prodotti con uso diverso, per esempio per l'igiene personale, tenete tutti i foglietti illustrativi all'interno delle confezioni e mantenete i farmaci sempre in ordine per tipologia, cosi da evitare scambi o errori nell'assunzione.

Un ultimo accorgimento? Consultate sempre il vostro farmacista nella scelta dei prodotti e tenete ben in vista i numeri telefonici di emergenza come la guardia medica, il pronto soccorso e le farmacie più vicine.

Basta starnuti: scoperto il farmaco che guarirà il raffreddore

Basta starnuti: scoperto il farmaco che guarirà il raffreddore

14 Gennaio 2020

Naso tappato, starnuti, bruciore alla gola, occhi arrossati o che lacrimano. Sono questi i fastidi più comuni causati dal raffreddore, un'infezione virale dovuta a decine di ceppi diversi dello stesso virus, capaci di mutare continuamente.

Se ne contano circa 200. Il più famoso, e apparentemente banale, è il rinovirus e può causare il riacutizzarsi delle patologie in pazienti soggetti ad asma, fibrosi cistica e varie malattie respiratorie anche di maggiore importanza.

Ad oggi, i rimedi utilizzati per alleviare i sintomi da raffreddamento sono molti, dal riposo all'assunzione di analgesici o antipiretici. Quello che ancora non esiste, però, è un farmaco vero e proprio contro questa forma virale.

Quando "la cura" è nel corpo!

Tutto questo fino ad oggi. Nei laboratori di ricerca dell'Imperial College London, un team di esperti si è impegnato a trovare una cura efficace contro il raffreddore, individuandola in una molecola, IMP-1088.

Il "nemico" dei ricercatori è una proteina la N-miristoriltrasnferasi (Nmt). Questa sostanza, contenuta nelle cellule umane, è il bersaglio principale del virus, che la utilizza come veicolo e guscio, proteggendo il suo DNA e aiutandolo a mantenersi in vita.

Il farmaco prodotto, è in grado di bloccare questa proteina evitandone, quindi, il propagarsi.

Il virus ha le ore contate

I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Nature Chemistry Journal e la sua sperimentazione direttamente sui pazienti potrebbe iniziare nel corso dei prossimi due anni. Per ora non sono stati riscontrati effetti collaterali importanti, ma è solo dopo questi test che si potrà avere un quadro più preciso della sua efficacia.

In attesa che questo farmaco entri finalmente nelle nostre case possiamo continuare a combattere il virus con i prodotti disponibili in tutte le farmacie, affidandoci ai preziosi consigli del nostro farmacista di fiducia.

Osteoporosi: ecco le potenzialità della vitamina C per contrastarla

Osteoporosi: ecco le potenzialità della vitamina C per contrastarla

11 Gennaio 2020

Tra tutte le vitamine, la C, è senza dubbio la più conosciuta e nominata. Quante volte, per esempio in caso di influenza, ci siamo sentiti dire di fare il pieno di questa sostanza con una bella spremuta d'arancia.

Quello che però risulta meno noto è che questa vitamina è un potente alleato contro molte altre patologie. Tra queste, per esempio, l'osteoporosi, ovvero la condizione in cui lo scheletro ha una perdita progressiva di massa ossea e di resistenza, causate da fattori nutrizionali, metabolici o patologici. La conseguenza è un graduale indebolimento delle ossa e la maggior propensione a fratture, anche per traumi minimi.

Vitamina C, un alleato per le nostre ossa

La vitamina C svolge un ruolo importantissimo a livello scheletrico poiché risulta essenziale per la crescita e il rinforzo osseo ed è in grado di ridurre gli effetti dello stress ossidativo. In più, ha anche la capacità di creare un collagene che interviene nello sviluppo di altre proteine. In questo modo, oltre a regolarizzare la formazione delle cellule come la cartilagine, è in grado anche di differenziarle tra staminali e ossee.

Una funzione di fondamentale importanza, soprattutto per i soggetti adulti e gli anziani, più colpiti da questa malattia e dai suoi effetti altamente debilitanti.

La corretta assimilazione giornaliera di Vitamina C, si aggira intorno ai 75 mg per le donne e 90 mg per gli uomini. Tra gli alimenti che la contengono, oltre alle arance, troviamo:

  • peperone rosso e verde;
  • cavolo nero;
  • broccoli;
  • cavolfiore;
  • fragole;
  • ananas.

Sempre sotto consiglio del vostro farmacista, poi, potete acquistare integratori specifici che vi aiuteranno a mantenere le giuste dosi di questa importante vitamina.

Pillola anticoncezionale: che fare in caso di dimenticanza

Pillola anticoncezionale: che fare in caso di dimenticanza

09 Gennaio 2020

Saltare l'assunzione della pillola anticoncezionale può capitare a tutti. Vuoi per i ritmi di vita fin troppo frenetici, vuoi per distrazione o per impossibilità fisica, a volte capita di non seguire le corrette istruzioni d'uso.

Che fare quindi quando ci si trova in questa situazione?

Prima di tutto è bene ricordare che la pillola è un vero e proprio farmaco. Per questo, per evitare la perdita del suo beneficio o il presentarsi di effetti collaterali, come mal di testa, nausea e gonfiori, è importante assumerla nel modo corretto.

In caso di dimenticanza, quindi, è necessario seguire alcune regole "riparatorie".

Se la dimenticanza è di poche ore, non succede nulla. Vi basterà prendere la pillola appena possibile e continuare il suo utilizzo come sempre.

Nel caso il ritardo nell'assunzione superi le 12 ore, la sua funzione anticoncezionale potrebbe essersi ridotta o annullata.

Ritardo oltre le 12 ore: come comportarsi in questo caso?

Se la disattenzione è avvenuta durante la prima settimana, dopo la pausa dei sette giorni, il rischio di gravidanza può essere elevato. Ѐ importante, quindi, assumere la compressa dimenticata appena possibile e avere rapporti protetti per i sette giorni successivi.

Quando la pillola è stata dimenticata nel corso della seconda settimana, giorno 8-14, non ci sono rischi particolari e quindi, non sarà necessario utilizzare ulteriori metodi anticoncezionali nei sette giorni successivi. Questo a meno che la dimenticanza non sia stata di due o più compresse.

In caso di dimenticanza nella terza settimana, giorno 15-21, il rischio di gravidanza esiste. Oltre a recuperare l'assunzione della pillola "persa" si dovrà iniziare il ciclo successivo senza fare intervalli. Altro rimedio è sospendere l'assunzione delle compresse, aspettare sette giorni senza compressa e proseguire poi con la normale posologia.

Per evitare una scorretta assunzione o rimedi fai da te poco appropriati, è sempre bene consultare il personale specializzato. Il vostro medico o farmacista potranno aiutarvi e consigliarvi nel modo migliore.

Micosi cutanea: come riconoscerla e curarla

Micosi cutanea: come riconoscerla e curarla

07 Gennaio 2020

Micosi uguale patologia esclusiva delle unghie. Un'equazione sempre vera, ma mai esaustiva.

Le forme più diffuse di micosi, infatti, ovvero i funghi patogeni che riescono a superare le barriere del corpo provocando vari tipi di infezioni, interessano e si sviluppano principalmente a livello della cute.

Le ragioni alla base della micosi cutanea sono numerose: innanzitutto è un basso livello di protezione del sistema immunitario a favorire la comparsa cutanea di infezioni fungine. Ma anche l’utilizzo di antibiotici, che possono distruggere con maggiore facilità la flora batterica, è causa della micosi epiteliale.

Anche i sintomi di questa patologia possono essere di varia natura: dal prurito all'eritema, fino alla formazione di vesciche sulla pelle, la micosi cutanea si manifesta in svariate forme.

Per trattarla al meglio, i farmaci più indicati sono i cosiddetti antifungini. Generalmente l'uso topico di questi prodotti è sufficiente per risolvere il problema, facendo regredire costantemente la patologia.

Tra i più efficaci ci sono:

  • Il clotrimazolo, molto efficace nella cura della pitiriasi versicolor – un tipo di infezione cutanea funginea – disponibile in crema, ma anche in spray e in polvere;
  • il ketoconazolo, utilizzabile in crema per la cura di tutti i tipi di micosi cutanee;
  • il miconazolo, perfetto per il trattamento di micosi della pelle provocate da dermatofiti, disponibile in farmacia in crema, ma anche come latte dermatologico.

Tuttavia, qualora la cura topica non sia sufficiente, è possibile integrare medicinali antibiotici per debellare definitivamente le infezioni.

Chiedete consiglio al farmacista o al vostro medico curante per trovare la terapia migliore per curare la vostra micosi cutanea.

Come abbassare i trigliceridi

Come abbassare i trigliceridi

04 Gennaio 2020

A un bel piatto di pasta si sa, è difficile rinunciare, ma cosa succede nel nostro organismo quando ne abusiamo?

I trigliceridi aumentano! L'eccessivo consumo di carboidrati e di zuccheri, infatti, è il fattore determinante della loro crescita nel corpo.

Questi elementi non sono altro che una tipologia di grasso, solitamente prodotta dal fegato o assimilata con i cibi. Il loro scopo è quello di formare una scorta lipidica, garantendo l'energia di cui ha bisogno l'organismo quando è in deficit.

La produzione eccessiva di trigliceridi però fa si che, quelli in eccesso, vengano immagazzinati nelle cellule adipose, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari. In un soggetto adulto, il loro valore ottimale è inferiore a 150 mg/dl anche se fino 199 mg/dl sono ritenuti accettabili.

Come fare per tenerli sotto controllo?

Perché il valore dei trigliceridi non superi i parametri ideali è importante intervenire quotidianamente. Ecco come:

  • preferite i cereali integrali, i legumi e i carboidrati già presenti in frutta e verdura;
  • limitate l'utilizzo di zucchero;
  • condite gli alimenti con olio extra vergine di oliva;
  • consumate cibi ricchi di omega 3, per esempio il salmone, due volte la settimana;
  • mangiate frutta secca, una porzione al giorno è sufficiente;
  • limitate l'alcol;
  • introducete nella dieta le proteine della soia;
  • praticare attività fisica in modo regolare. Il movimento aerobico, infatti, aiuta ad abbassare i trigliceridi nel sangue;
  • tenete sotto controllo il peso.
In più ricordatevi di controllare la glicemia e i livelli di glucosio nel sangue. In farmacia è possibile effettuare il test con l'aiuto del personale specializzato o grazie ai kit per l'autoanalisi.
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