Non solo igiene: le saponette sono un vero...

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Non solo igiene: le saponette sono un vero trattamento di bellezza 13 Aprile 2019

La saponetta non è utile solo all’igiene quotidiana.

A seconda degli ingredienti che la compongono, infatti, può essere impiegata per efficaci trattamenti estetici.

Alleate di bellezza, in commercio esistono tantissime tipologie di saponette di svariate forme e colori, che, se usate con costanza possono rivelarsi vantaggiose per la cura della cute e dei capelli e, perché no, possono essere utilizzate anche come ottimi tonificanti.

Ecco le più interessanti saponette naturali:

  • Saponetta al Mirto e Uva Rossa

Al piacevole profumo di mirto, questa saponetta naturale è un valido rigenerante ed antiossidante. Consigliato per le pelli sensibili, questo tipo di prodotto ha anche delle proprietà toniche e rassodanti.

  • Saponetta allo zolfo

Lo zolfo ha un effetto cicatrizzante – un vero toccasana per i punti neri – ed è particolarmente indicato per trattare con efficacia i brufoli e le impurità della pelle. La saponetta allo zolfo è perfetta, inoltre, per essere utilizzata anche sul cuoio capelluto: in particolare, chi ha i capelli grassi può sfruttare la sua azione riequilibrante ed esfoliante.

  • Saponetta al burro di karitè

Un vero e proprio cosmetico naturale, la saponetta al burro di karitè garantisce un’azione emolliente sulla pelle. In grado di rigenerare e nutrire qualsiasi tipo di cute, è particolarmente adatta per le pelli secche e sensibili.

  • Sapone di Aleppo

Costituito da olio di oliva e alloro, il sapone di Aleppo è in grado di prevenire l'invecchiamento e la secchezza della pelle, grazie alle sue proprietà antiossidanti. Risolutiva per ammorbidire la pelle, questa saponetta può essere utilizzato anche come base schiumosa per una maschera facciale fai da te.

Chiedi consiglio al tuo farmacista per selezionare la saponetta più adatta per la tua bellezza.
Ultime news
  • Intolleranze alimentari? Si scoprono in farmacia!

    17 Settembre 2019

    Ne soffre il 5% della popolazione adulta e il 10% di quella infantile: stiamo parlando delle allergie e delle intolleranze alimentari, intese come reazioni avverse all’ingestione di determinati cibi.

    Un fenomeno complesso e molto soggettivo sia dal punto di vista dei sintomi manifestati che sotto il profilo degli alimenti “sotto accusa”, capeggiati sempre più spesso da glutine e lattosio.

    La gravità delle allergie e delle intolleranze alimentari può variare a seconda della sensibilità dell’individuo: la reazione infiammatoria all’assunzione di un alimento può andare da un semplice gonfiore, ad un rash cutaneo, fino ad una più seria difficoltà respiratoria.

    Oltre il laboratorio: il test per le intolleranze è in farmacia

    Per una diagnosi approfondita delle intolleranze alimentari, il primo consiglio è sempre quello di rivolgersi al medico di fiducia e di farsi prescrivere specifici esami di laboratorio.

    Se, tuttavia, dagli esami di routine non dovessero emergere evidenze e nel frattempo i sintomi come sonnolenza, difficoltà digestive, asma, acne, orticaria ed emicrania dovessero persistere, è possibile eseguire in farmacia un test veloce e sicuro.

    Si tratta di un piccolo prelievo di sangue dal dito eseguito attraverso un apposito kit disponibile nelle farmacie che offrono il servizio e quindi esaminato da laboratori ad hoc.

    L’obiettivo?

    Verificare il dosaggio di specifici anticorpi che il nostro organismo produce in risposta all’assunzione di alcuni alimenti, investigando un ampio campione di ingredienti che può comprendere fino a 180 elementi.

    Negli individui con una spiccata ipersensibilità ad alcune proteine alimentari il test restituirà, in una decina di giorni, un responso positivo.

    Che fare se si scopre un’intolleranza alimentare?

    È tempo di correre ai ripari, ma senza preoccupazioni!

    Molte farmacie, in abbinamento al test, offrono anche specifici consigli nutrizionali ed un percorso alimentare altamente personalizzato, per vivere il piacere della buona tavola senza stress!

  • Tratta i denti sensibili con il dentifricio più adatto

    14 Settembre 2019

    Il fastidio gengivale e l’elevata sensibilità dentale sono chiari segnali che la bocca ha bisogno di attenzione. La scarsa cura dentale, infatti, rischia di compromettere l’intera igiene orale.

    I denti, in questi casi, possono diventare molto vulnerabili e provocare forte dolore: il motivo è da ricercare nell'usura dello smalto o nella recessione del colletto delle gengive.

    Ecco che per lenire il dolore provocato dalla sensibilità dentale i farmaci analgesici diventano un prezioso alleato. Ma questo trattamento non è sufficiente: oltre alla gestione del dolore, è necessario intervenire direttamente in bocca, utilizzando dentifrici appositamente studiati per denti sensibili.

    Utilizzandoli per almeno 2 volte al giorno, questi prodotti garantiscono numerosi benefici.

    Ad esempio, la formulazione di questi dentifrici consente di creare uno strato protettivo in bocca per proteggere dal dolore e dal fastidio i denti più fragili.

    Inoltre, un dentifricio per denti sensibili è in grado di rinforzare e irrobustire lo smalto, proteggendo tutta la cavità orale dalla formazione della placca.

    Protezione dei denti, ma non solo: questi dentifrici a base di calcio e fosfato aiutano anche a mantenere le gengive più sane.

    Infine, i dentifrici per denti sensibili sono particolarmente indicati per ristabilire il bianco naturale della dentatura, rinfrescando l'alito e donando una prolungata sensazione di lucentezza.

    Dite addio alla recessione gengivale e all’elevata sensibilità dentale: utilizzando un dentifricio per denti sensibili aiuterete a mantenere le gengive sane e i denti forti.

    In farmacia sono disponibili numerose formulazioni: chiedete consiglio al vostro farmacista per scegliere il prodotto migliore per la salute della vostra bocca.

  • Versamento al ginocchio: come prevenirlo

    12 Settembre 2019

    Il ginocchio è senza dubbio l’articolazione più delicata: sempre sottoposta al peso dell’intero corpo, il ginocchio può gonfiarsi a causa di numerose sollecitazioni o, ancora peggio, di lesioni ai tendini, ai legamenti e al menisco.

    Che fare, quindi, per prevenire il gonfiore al ginocchio e preservare la salute del nostro organismo?

    Esistono alcuni rimedi preventivi davvero efficaci. Scopriamoli insieme.

    • Indossate una ginocchiera.

    In farmacia sono disponibili ginocchiere facili da usare e pratiche da indossare durante il giorno, per proteggere il menisco e i tendini. Soprattutto se trascorrete molto tempo piegati, le ginocchiere imbottite sono un toccasana per le vostre articolazioni. Un ulteriore consiglio: ogni 15 minuti sgranchite le gambe, anche solo per qualche secondo. Queste piccole pause aiuteranno le vostre ginocchia a rimanere in salute.

    • Evitate un’attività fisica ad alto sforzo articolare

    Se siete soggetti all’infiammazione delle ginocchia è bene evitare di svolgere sport e attività fisiche che espongano ad alte sollecitazioni gli arti inferiori. Dite no, quindi, alla corsa, al basket e a sport invernali come lo sci e lo snowboard.

    • Inserite nella vostra dieta cibi dalle proprietà antinfiammatorie

    Solitamente il versamento al ginocchio è causato da un’acuta infiammazione dei tessuti articolari. Per questa ragione anche l’alimentazione può aiutare a prevenire il gonfiore. Eliminate dalla vostra dieta quotidiana i fritti e alimenti carichi di zuccheri. Fate spazio, invece, a frutta, verdure e proteine, dalle grandi proprietà antinfiammatorie.

    Se, nonostante questi accorgimenti, avvertite le prime avvisaglie di versamento al ginocchio, intervenite con tempismo. Come? Dopo aver applicato sulla zona interessata una borsa del ghiaccio (per non più di 20 minuti), bendate il ginocchio con una fasciatura elastica con chiusura adesiva: in questo modo non si gonfierà.

Rubriche
  • Allattamento: una dieta per la salute del bebè

    11 Settembre 2019

    Argomento: allattamento. Oggi mi rivolgo alle neo neo mamme e a quelle che ancora lo devono diventare!

    Rovistando nel mio cassetto magico, quello stracolmo di vecchi quaderni, è apparso lui, il taccuino che scrivevo quando ero in attesa di Andrea, che meraviglia! Lì c'è un mondo di sensazioni, impressioni, paure... in quel mondo ci sono pagine intervallate da appunti veloci sulla vita futura con il mio bambino.

    Ho preso il taccuino tra mani e l'ho aperto in una pagina a caso, titolo: alimentazione in allattamento. Quanti ricordi! È stato a quel punto che ho pensato: perché non condividerli con mie amiche mamme?

    L'allattamento, si sa, è fondamentale per la salute dei nostri piccoli, ragion per cui ho deciso di regalarvi i miei piccoli appunti sui cibi da evitare in allattamento e su quelli da consumare.

    D'altronde, come ci ha insegnato Feuerbach, “noi siamo quello che mangiamo”, e se la nostra salute è influenzata da come mangiamo, a maggior ragione la salute dei nostri piccoli è influenzata da noi durante il periodo dell'allattamento, o mi sbaglio?!

    Adesso bando alle chiacchiere, il discorso si fa serio, ed ecco dunque i miei preziosi appunti.

    Dieta allattamento:

    cosa mangiare in allattamento: per stimolare una produzione mammaria bella sana è necessario introdurre nella propria dieta il consumo di: quinoa, finocchio, miglio, cumino e malto.

    cosa non mangiare in allattamento: per evitare di rendere il proprio latte acido e poco digeribile per i propri piccoli è assolutamente necessario evitare di consumare cibi come: cavolo (tutti i tipi di cavolo), spinaci, prugne e agrumi.

    È inoltre molto molto importante ridurre il consumo di e quello di caffè.

    Questi i miei appunti! Vi giuro che non è così terribile come dieta, anzi! Io mi sono abituata così velocemente da aver dimenticato questo scritto dietetico. Per me è infatti diventato assolutamente normale consumare i cibi amici dell'allattamento ed evitare quelli nemici; a dir la verità l'unico peso è la riduzione del caffè e alcune volte il desiderio di una bella spremuta d'arancia.


  • LA SCELTA DI PRATICARE SPORT

    04 Settembre 2019

    La scelta di praticare sport, è una decisione che va affrontata e deve essere basata su diversi fattori, cercando di preferire l'opzione che sia adatta allo stato di salute, al risultato che si vuole ottenere e alla propria passione. Il consiglio è di scartare a priori, la scelta dello svolgimento di tutte quelle attività fisiche che non rispecchiano i vostri interessi, quindi inutile iniziare, se già sapete che quel tipo di sport non vi piace. In questo caso se avete la passione per la pallavolo, logicamente non inizierete a praticare ginnastica artistica, sarebbe un controsenso e una scelta completamente errata, quindi prendete la vostra decisione basandola su un reale interesse.

    Lo sport è un valido alleato, per mantenersi in buona forma fisica, per migliorare lo stato di salute dell'organismo, e inoltre, perché aiuta a scaricare la tensione nervosa, associata molto spesso associata allo stress (malattia del secolo).

    La scelta di praticare sport, deve essere anche valutata, in base alle vostre condizioni fisiche e al desideri degli obbiettivi che desiderate raggiungere.

    Lo sport aerobico, è un tipo di attività fisica che richiede un maggiore sforzo fisico, prolungato, quindi occorre una buona preparazione fisica e un ottima resistenza alla fatica.

    Lo sport anaerobico, è un tipo di attività fisica che richiede uno sforzo breve, ma generalmente è più intenso.

    Da non sottovalutare la scelta del tempo, perché se volete praticare sport una volta a settimana per un'ora, evitate di scegliere un tipo di attività fisica che richiede un impegno costante e maggiore. Ricordate, inoltre di effettuare un controllo medico, in modo da verificare il vostro stato di salute, prima di iniziare a praticare sport. L'età, non è un fattore che determina la vostra ammissibilità allo sport, l'importante è che la vostra condizione fisica sia idonea per sopportare la sfida.

    Ora, siete pronti a scegliere il vostro sport da praticare, in modo corretto.

  • Un paralume per il mio bambino: una creazione a prova di mamma

    21 Agosto 2019

    Oggi mi presento in veste di mamma creativa. Ebbene sì, ho abbellito il paralume della stanza del mio bambino! Devo dire che è stata una giornata fantasiosa e più che soddisfacente! Andreuccio era in brodo di giuggiole! Quanti sorrisi mi ha regalato!

    Ora vi rivelerò come potete trasformare un semplice paralume in un grazioso accessorio per la stanza delle vostre piccole pesti! Ogni cameretta per bambini, infatti, con un paralume rinnovato diventa più accogliete e piena di calore!

    La tecnica per personalizzare il paralume è facile, divertente e molto rapida!

    Dovete procurarvi della carta per confezionare regali che abbia disegni e contorni netti.

    Una volta scelti i disegni che volete usare per la vostra creazione, sarà necessario calcolare il numero dei disegni utili per ornare il paralume; quindi armatevi di forbici appuntite e ben affilate e cimentatevi a ritagliarli tutti.

    A lavoro eseguito, prendete del nastro bioadesivo e applicatene un pezzetto sul retro dei ritagli, poi attaccateli al vostro paralume posizionandoli per bene di modo da ottenere un bell'effetto decorativo! Dopodiché dovete segnare leggermente a matita la posizione dei ritagli, quindi dovete toglierli.

    Una volta tolto il nastro adesivo, sul retro di ogni ritaglio, bisognerà spalmare alla perfezione della colla, ma abbiate cura di arrivare fino ai margini di ogni figura (è consigliata sempre una colla in stick). A operazione eseguita, dovete incollare i decori sistemando per bene i ritagli nei punti segnati precedentemente sul paralume. Infine, munite di una pezza di stoffa, dovete lisciare per bene ogni figura di modo da rimuovere alla perfezione eventuali bolle d'aria.

    Adesso il gioco è fatto! Anche voi e i vostri bimbi avrete un paralume speciale creato con tutto l'amore e la pazienza di cui solo noi mamme siamo capaci!

    Manca ancora un passaggio: dovete andare ad attaccare la vostra meravigliosa creazione nella presa della cameretta dei vostri piccoli. Fatto? Bene! Ora potete portarli a vedere l'opera, vedrete che sorrisi che vi doneranno!






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